Il giovane Mejin si recò presso la scuola del Gran Maestro Hu per diventare il miglior guerriero della Cina.
Il giorno seguente il Gran Maestro Hu iniziò la preparazione del giovane.
“Oggi Mejin ti eserciterai nell’arte della danza”, disse il maestro al discepolo.
“Ma Maestro, non dovrei imparare i segreti della lotta?” rispose Mejin.
“Silenzio e danza!” rispose il vecchio Hu.
Un mese dopo il Gran Maestro annunciò a Mejin che era giunto il momento di esercitarsi in un'altra disciplina.
“Oggi, mio diletto giovane, imparerai l’affascinante arte della pittura.”
“Gran Maestro”, rispose Mejin perplesso, “non dovrei esercitarmi al tiro con l’arco?”
“Silenzio e dipingi!” ordinò il vecchio Hu.
Cinque mesi dopo il Maestro Hu annunciò al giovane discepolo la fine dell’esercitazione assegnatagli.
“Oggi, mio discepolo, ti cimenterai nell’antica arte della scrittura.”
Il giovane rispose iroso: “Ma Maestro, non dovrei esercitarmi nella lotta con la spada?”
“Silenzio e scrivi!” rispose il Gran Maestro Hu.
Passarono molti anni e Mejin non diventò mai un valoroso guerriero.
Mejin diventò il miglior poeta della sua epoca.
Un poeta è un poeta.
Un guerriero non potrà mai divenire un poeta ma un poeta è sempre un ottimo guerriero.
E il maestro Hu lo sa e consiglia una tisana di zenzero dopo la lettura.
(Dal breviario moralizzato di Olk Lin Peji)